Semir G4 nero

14. 11. 11
posted by: Damiano Calgaro
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Van Gogh Il Semir G4 (quello con grana più grossa) presenta la caratteristica di essere un impasto ceramico molto ruvido, -simile alla malta, lo si  impasta molto facilmente e, sua caratteristica primaria (come tutti i semirefrattari che all’interno dell’impasto contengono una buona percentuale di chamotte o argilla già cotta e che quindi non ritira durante l’asciugatura e la cottura), diminuisce di molto la frequenza di rotture e crepe sia in fase di essiccazione sia in fase di cottura. Questa caratteristica ci permette di creare le nostre sculture utilizzando spessori maggiori e permettendoci anche di arrivare, senza l'ausilio di articolate strutture d'appoggio, a dimensioni fuori dal comune. Pur essendo molto plastico ed avendo un buon potere legante ha dei comportamenti leggermente diversi dalla classica argilla. Sottoposto a torsione e piegamento (parlo quasi di un giro completo o di angolature superiori ai 90°) tende a sfaldarsi manifestando grosse crepe; l'argilla classica (o creta come viene generalmente chiamata nel modellato) risulta invece molto più duttile e mantiene meglio la forma. Naturalmente questo piccolo difetto può essere aggirato molto facilmente evitando quindi di far subire questo inutile “stress” da piegamento al materiale ma aggiungendo, modellando ed eventualmente sottraendo materia come del resto si dovrebbe fare nel modellato. La forza del semir resta comunque il bassissimo ritiro. Una cosa da non sottovalutare è purtroppo il costo che in proporzione è 5-6 volte maggiore a quello della comune argilla. Il colore dei semirefrattari cambia anche dalla temperatura con cui viene cotto, più alta è la temperatura e più il manufatto si scurisce.

È molto usato da chi si occupa di modellato e anche da molti ceramisti che lo utilizzano soprattutto per la tecnica Raku.