Argilla: materiale antiquato?

14. 11. 11
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Ricollegandomi ai precedenti articoli in cui veniva sottolineata l'importanza di iniziare fin dall'infanzia attività creative e manuali come il modellato, vorrei iniziare un ragionamento controtendenza e per alcuni versi un po' antipatico riguardo alla scelta del materiale plastico da utilizzare.

In una società dove tutto si sta razionalizzando, dove ogni scelta nasce da ricerche di mercato , dove bisogni e mode vengono decisi a tavolino da detentori dell'economia ed eminenti psicologi, dobbiamo riprendeci il gusto di creare, di sperimentare, di sbagliare e di imparare da ciò che ci circonda. Siamo talmente diventati consumatori a senso unico da non essere più capaci di sbucciare e friggere una patata; abbiamo la nostra bella busta nel congelatore, 5 minuti in forno e non importa se quei 500 grammi mi costano come 5 chili di patate, abbiamo risparmiato quei vitali 10 minuti da spendere, come consumatori modello, davanti alla TV aspettando una pubblicità mirata sempre pronta ad offrici quello che desideriamo. Abbiamo trascorso centinaia di ore ed ascoltare programmi televisivi sulla salute, sulle diete e sul fitness che dovremmo ormai essere degli specialisti in materia e invece la maggior parte di noi è sedentaria, sovrappeso e con problemi di colesterolo e di glicemia...
Un discorso analogo ma certamente più attinente agli argomenti trattati finora possiamo farlo riguardo all'uso delle paste sintetiche, sempre pronte, precolorate, alcune volte addirittura profumate... in cosa possiamo criticarle? possiamo mangiarle, buttarle per terra ed alcune addirittura cucinarle nel forno di casa... perchè non comprarle per inostri figli? basta con il vecchio pongo che si attaccava tenacemente sul tavolo della cucina, spendiamo un po' di più (o tre quattro volte tanto) e possiamo permetterci una pasta semisintetica che, terminato l'uso, possiamo gettare tranquillamente nell'umido; qualche piccola accortezza da seguire come non tentare mai di colorarla altrimenti quel po' di acrilico usato non si legherà mai alla pasta ma continuerà all'infinito a colorarci le mani...

 

Argilla? no grazie, dobbiamo lavorarla con l'acqua, sporca in giro, bisogna adattarci alle sue regole, stare attenti agli spessori per non parlare dell'essicazione che deve essere lenta e protetta... dimentichiamoci delle magnifiche caratteristiche che ne hanno fatto un materiale unico da migliaia di anni, dimentichiamoci gli effetti "agata" che possiamo ottenere miscelandone tipi differenti, ignoriamo pure le infinite varietà cromatiche che possiamo ottenere con smalti ossidi e modalità di cottura, il materiale è troppo scomodo, sporca e basta...

La verità invece è ben diversa, nessun materiale sintetico oggi in commercio riesce da solo a superare o almeno ad eguagliare le straordinarie caratteristiche dell'argilla; l'industria e la ricerca non si sono fermate alla preistoria, hanno continuato a variare e selezionare impasti sempre più complessi; in commercio possiamo trovare tanto le classiche ed economiche terraglie rosse quanto gli ultimi innovativi impasti ad effetto lustro che, cotti in ossidazione e alla corretta temperatura formano delle meravigliose iridescenze metalliche in superficie senza utilizzare alcun tipo di smalto.