Isole deserte e Parentesi

14. 11. 20
posted by: Damiano Calgaro
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Nella vita di un artista capita abbastanza spesso di trovarsi di fronte al paradosso dell'isola o di fronte alla necessità di aprire una parentesi nella propria vita. Vediamo bene in dettaglio cosa sono queste due strane ma comuni situazioni.

L'isola rispecchia la scelta obbligata razionalmente o irrazionalmente, si parte dall'idea immaginaria di trovarsi in mezzo al mare dopo un naufragio e di scorgere due isole abbastanza distanti tra loro ma comunque raggiungibili. Nella prima troviamo X fattori di scelta mentre sulla seconda N fattori di scelta; generalmente in una delle due troviamo le cose facili, scontate e meno impegnative, nella seconda invece cose nuove, difficili ma raggiungibili, capaci però di cambiare radicalmente la nostra vita. Attraverso una o l'altra scelta avremo la possibilità di lasciare inalterate le cose, rimanere fermi nelle nostre capacità, nei nostri piccoli traguardi fatti di piccoli e grandi compromessi, fatti di legami talvolta deboli e finti, talvolta consumati dalla consuetudine; nell'altra troviamo il cambiamento, o ce la fai e ce la fai alla grande o soccombi per sempre. E' proprio nel concetto dell'isola che vediamo la forza creatrice uscire, mai un Picasso avrebbe accettato la mediocrità mai avrebbe accettato l'immobilità delle cose ma questo non perchè desiderasse ancora più fama di quella acquisita ma per lo spirito eccezzionale che animava la sua ricerca di fare e creare cose sempre nuove, sempre più forti. Anche se sembra, e a volte è un po' vero, che per avere un futuro artistico servano più amicizie che capacità, più soldi per l'autopromozione che conoscenze tecniche, il concetto di isola ci spinge ben oltre, ci insegna a cercare l'irraggiungibile perchè solo così allarghiamo i nostri confini e ci spingiamo più in là, ma tutto nella completa solitudine della nostra piccola isola deserta, indifferenti del giudizio e dell'approvazione esterna.
Capitano invece momenti nella nostra vita in cui siamo talmente presi da problemi, dalla famiglia e dal lavoro di mettere da una parte noi stessi in attesa che le cose cambino. Nulla di tutto ciò è più sbagliato, siamo caduti nella trappola degli Artistofagi, (rif. Betty Edwards "Disegnare con la parte destra del cervello") e le cose non cambieranno di certo; troppe persone attorno a noi ricercano la loro libertà imponendoci catene, piccoli sabotaggi quotidiani, piccole battute e continue incitazioni a sensi di colpa. Ecco il momento di aprire le nostre parentesi, creiamo il nostro posto reale o immaginario in cui ritrovare noi stessi e coltivare le nostre passioni, non siamo egoisti a farlo, se ne sentiamo la necessità è perchè tutto ciò è importante come il bere o l'alimentarsi. Nessuno deve entrare nella nostra parentesi, è una cosa nostra e solo nostra. La parentesi equivale allo studio dell'artista, mai nessuno deve intromettersi se non invitato e gradito, è un luogo segreto, magico riservato solo a noi, un luogo di creazione, di pensiero e di riaffermazione personale.