Pensa a te stesso... ogni tanto!

14. 11. 20
posted by: Damiano Calgaro
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 Viviamo in una specie di formicaio, ognuno di noi ha il proprio compito all'interno della comunità, abbiamo ruoli al lavoro, in famiglia, quando guidiamo e anche quando ci rilassiamo... sempre e solo ruoli e regole, siamo uno dei milioni di ingranaggi che servono per mandare avanti quel meccanismo complesso chiamato società, un meccanismo sempre pronto ad eliminarci o a escluderci non appena iniziamo a perdere qualche colpo.

 L'avrò ormai detto anche troppe volte ma siamo così fissati con gli schemi imposti che facciamo fatica ad esprimere un nostro giudizio, non riusciamo più a ricercare il bello o la perfezione assoluta ma ci fermiamo solo ad esprimere bisogni, desideri ed epinioni relative... relative si, ma non una dall'altra

ma sempre relativamente alla società. 

Molti saranno così insoddisfatti del loro aspetto fisico (secondo i canoni imposti dalla società) che avranno letto libri, ascoltato programmi, discusso con medici ed  avranno un bagaglio d'informazioni e conoscenze che non ha nulla ad invidiare ad un dietologo eppure??? eppure non riusciamo a togliere quei quattro chili di troppo... siamo così abituati a dover affrontare tutto che abbiamo sempre con noi il nostro Kit di pronto soccorso. Una mega farmacia per mantenere inalterato il nostro ruolo nella società:

 

  • EN per quando non riusciamo a dormire dalle preoccupazini
  • Xanax per i momenti di stress
  • Malox quando il nervosismo ci colpisce lo stomaco, ma solo quando ci va bene altrimenti blocchiamo tutto col Plasil

e tutto questo considerando il minimo aspetto psicologico della faccenda... pensiamo un attimo alla miriade di malattie psicosomatiche che sono sempre in agguato pronte ad aggredirci al minimo cedimento del nostro cervello; ma guardiamoci bene da esse:  le malattie psicosomatiche non si esauriscono nel classico mal di pancia, nel mal di testa o in quelche eritema passeggero, sono piccoli richieste d'aiuto del nostro corpo, sono i campanelli d'allarme che qualcosa non va ma qualcosa che non basta un po'di cortisone per risolvere, sono quei segnali che dobbiamo ascoltare e capire, sono i percorsi che ci fanno capire che abbiamo sbagliato tutto, che abbiamo un bubbone psicologico da qualche parte che dobbiamo assolutamente togliere prima che esploda e ci contamini dappertutto.
La cura a tutto questo? Un po' di sano egoismo, iniziamo a trovare il tempo per noi stessi, per le cose che ci fanno veramente felici, per le cose che ci gratificano, per quelle cose che ci uniscono agli altri anzichè renderci individui soli e disperati. Certe volta basta poco, una passeggiata, un nuovo hobby, interessi diversi, nuove conoscenze... altre volte per guarire è necessario affrontare scelte più complesse: cambiare lavoro, tagliare definitivamente le persone che si divertono gratuitamente a sottovalutarci, a ferirci e ad umiliarci...
Fidiamoci del nostro istinto, lasciamoci guidare nelle scelte dal nostro emisfero creativo e finalmente vivremo una vita gratificante, tranquilla, piena di amici e soddisfazioni.