Scultura di un busto cavo

10. 12. 05
posted by: Damiano Calgaro
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Da tempo meditavo l'idea di riprodurre in grande un busto di donna fatto qualche mese fa. Per prima cosa iniziai a valutare quale materiale fosse più idoneo per la realizzazione: optai naturalmente per lo stesso Gres color panna chiaro utilizzato nella prima realizzazione ma questa volta con la chamotte di grana più grossa. Date le dimensioni interne (90hx50x60) del forno cui porto di solito i miei lavori a cuocere, decisi che, approssimativamente, l'altezza doveva essere di circa 80 cm, 4 volte più grande dell'originale. A questo punto la progettazione esigeva la scelta della tecnica da seguire: procedere creando un busto cavo oppure lavoralo direttamente dal pieno e poi svuotarlo??? e perchè non creare da subito una buona struttura interna costituita da tondini di ferro ben saldati tra di loro, modellarla con della comunissima argilla, prepararne poi il calco in gesso e valutare successivamente, a risultato ottenuto se procedere alla realizzazione in gres oppure portare tutto in fonderia?

Purtroppo in quei giorni fui colpito da un infortunio al piede e, dopo quindici giorni di immobilizzazione forzata, mi resi conto che, o avrei aspettato la completa guarigione, oppure mi sarei rassegnato a modellare un quarto d'ora al giorno e per di più su una gamba sola. Naturalmente accettai il compromesso e iniziai (facendomi aiutare da mio padre) a costruire una base solida. Vista la mia seminfermità temporanea optai per la realizzazione del busto cavo; meno creta da utilizzare e pesi sicuramente minori da gestire.

Mi resi subito conto che l'impresa sarebbe stata ardua e che avrei dovuto ingegnarmi con artifici architettonici per far stare in piedi quella bestiola che, dalle prime stime avrebbe pesato sui 60 kg.

Iniziai con lo studio della misure e mi feci procurare i 100 kg di gres. Il primo tentativo fu quello di iniziare con una sottile struttura a crociera interna, tanto da testare caratteristiche, resistenza e modellabilità del materiale ma, dopo i primi 20 kg di gres la struttura di base dava segni di cedimento. Il secondo tentativo fu di utilizzare una crociera unica costituita da sfoglie di 3 cm di materiale preparate un paio d'ore prime e lasciate leggermente indurire.

Questa soluzione, apparentemente valida mi permise di superare la quantità di 40 kg e di arrivare approssimativamente alla misura del seno. Purtroppo quanto iniziai a sfidare la gravità (imprimendo al busto una torsione all'indietro) mi accorsi di piccoli cedimenti nella zona fianchi e e ventre. Questi cedimenti non avrebbero certamente sostenuto la zona superiore di spalle e braccia ma tentai comunque di proseguire creando una struttura portante esterna

Proseguendo con l'aggiunta di materiale i cedimenti iniziavano a diventare eccessivi e mi resi subito conto che continuare sarebbe stata solamente una perdita di tempo e una fatica inutile.

Decisi di "sventrare" completamente quanto già fatto mantenendone intatta solamente la base; fissai con quattro robusti angolari un listello di legno da 120x30x700 mm alla base e iniziai anche a irrobustire quel poco di crociera rimasta con altre quattro crociere meno spesse. ogni 15 cm circa fissavo con un anello di creta la crociera primaria al listello.

A questo punto il procedere si fece meno incerto e in poco tempo, fidandomi ciecamente della struttura così creata, raggiunsi la prima bozza approssimativa della figura.

A questo punto, sistemati ad occhio i vari elementi bisognava procedere con l'aggiustamento delle proporzioni globali: seni, pancia, glutei, spalle.

Per dare maggior slancio alla figura aumentai l'inarcamento della schiena e, dopo questa operazione, si è subito reso necessario l'inserimento di un supporto esterno in legno conficcato nella scapola; già che c'ero inserii un tondino di ferro a sorreggere il braccio destro.

Finiti gli ultimi aggiustamenti e tolto il supporto alla spalla la figura iniziava a prendere forma

A questo punto iniziai a lavorare sui dettagli inferiori rifinendoli sì ma non in modo eccessivo visto che poi avrei dovuto sezionare e svuotare il tutto; in questa fase mi soffermai spesso a valutare il tutto da molte angolazioni modificando, aggiungendo e torcendo ulteriormente quanto creato in modo tale che da qualsiasi parte si osservasse la figura sembrasse proporzionata e piacevole alla vista.

Quasi soddisfatto del risultato finale iniziai a far asciugare lentamente la superficie esterna in modo tale da renderla un po' più rigida e far si che diventasse autoportante nel momento in cui l'avrei svuotata.
Arrivata a durezza cuoio decido di sezionarla usando come riferimento il listello centrale di legno

Divisa nelle due parti e saldamente fissata ad alcuni supporti preparati per l'occasione inizio a svuotarla dalle varie crociere avendo cura di lasciare 2 cm di spessore nella zona superiore e 3 cm in quella inferiore

La fase più impegnativa del processo di svuotamento fu quello di sbloccare ed estrarre il listello portante senza danneggiare la struttura

Come ulteriore sicurezza creai nei glutei e nei fianchi delle nervature interne in modo tale da distribuire meglio il peso soprastante

Terminata questa fase mi apprestai al riassemblaggio delle parti utilizzando barbottina e aceto; naturalmente durante gli spostamenti la struttura si era un po' deformata ed, dopo un aggiustamento di fortuna, il risultato fu un inarcamento ulteriore della schiena.

Un paio di giorni dopo, quando il tutto iniziava a indurire e non vi erano più pericoli di deformazione, coricai la statua di schiena e terminai di modellare le zone lasciate in sospeso

Approfittai della posizione sdraiata per pareggiare la base e spigolare leggermente il bordo inferiore

Una volta asciugata e verificato che non vi fossero crepe iniziò la fase di finitura passando con della lana d'acciaio la superficie in modo da togliere tutte quelle irregolarità, segni e ritiri che il modellato generalmente lascia.

Ho dovuto prestare particolare attenzione durante la levigatura ai seni e ai glutei in quanto l'asciugatura aveva lasciato un orribile effetto "cellulite". Anche la chamotte grossa presente nell'impasto generò non pochi problemi, infatti, passando la lana d'acciaio quest'ultima o si toglieva lasciando dei minuscoli forellini o, cosa ancora peggiore, rimaneva lì creando vere e proprie zone in rilievo.

Come ultima fase una passata uniforme di spugna e un'abbondante spruzzata di acqua tolsero quel po' di gres in superficie lasciando riaffiorare la chamotte creando un piacevolissimo effetto sabbia

A questo punto il lavoro di modellazione è concluso; ancora una settimana di asciugatura tanto per stare tranquilli e la statua è finalmente pronta per la cottura
Però, considerando le ore di lavoro, il fatto di aver comunque necessitato di aiuto, i 93 kg di gres utilizzato (di cui poi 44 recuperati nella fase di svuotamento) e soprattutto per il continuo rischio di collasso, sono convinto che la soluzione migliore sarebbe stata quella adottata dalla maggior parte degli scultori: costruire una solida struttura interna, costruirvi attorno il busto con l'argilla economica e procedere successivamente al calco in gesso.
Stavolta è andata così ed è stata comunque un ottima esperienza... la prossima volta vedremo!