Modellare a Salve

Una delle tecniche più interessanti che ho verificato ed apprezzato è la tecnica dello sparare a salve. Non mi riferisco ad una tecnica da poligono anche se la prima volta che ne ho sentito parlare riguardava lo sport del tiro con l'arco ma una tecnica atta a modificare il nostro modo di percepire e raffigurare le cose attraverso il modellato, il disegno e l'arte in generale. Tutti sappiamo quanto la parte razionale del nostro cervello ci guidi durante la vita e nelle varie situazioni ma non tutti sanno che è proprio questa zona dell'emisfero sinistro gioca un ruolo antagonista nella creazione artistica. Così come nella vita reale alcune scelte si rivelano migliori se fatte seguendo il proprio istinto, lasciandoci guidare dalle nostre impressioni anzichè seguire il freddo ragionamento, così nell'arte dobbiamo delegare alla zona razionale del nostro cervello solo ed esclusivamente lo studio e l'apprendimento delle varie tecniche. Così per fare un esempio, se dobbiamo ritrarre una mano, la nostra parte creativa ed irrazzionale (emisfero

destro) si baserà su quello che effettivamente vediamo o percepiamo attraverso i nostri sensi, le nostre sensazioni e le relative rielaborazioni.

Non appena interviene l'emisfero sinistro la mano non è più quella che vediamo o percepiamo ma quella che abbiamo stilizzato nella nostra testa, una mano legata alla funzionalità, a dimensioni e rapporti ben definiti ma sicuramente non quella semplice mano che dobbiamo riprodurre. Anzichè lavorare all'unisono, scavando dal pieno o modellando a mano libera iniziamo a razionalizzare il tutto, useremo la forma quadra per il palmo, l'elissi allungata per le dita e alla fine assembleremo queste forme "geometriche" per ottenere un parallelepipedo con 5 salsicciotti informi applicati. Analogo discorso per quanto riguarda la testa umana, eccessive pianificazioni matematiche ci formeranno un volto sicuramente perfetto a livello dimensionale e proporzionale ma inespressivo al massimo. Lasciandoci guidare invece dal cervello creativo riusciremo a ritrarre quelle cose nascoste che il metro non riesce a rilevare come la dolcezza, la femminilità, la simpatia così come i sentimenti di rabbia o dolore. La rappresentazione non sarà perfetta ma sicuramente di grande effetto e valore artistico.
Come fare quindi per farci guidare dall'emisfero giusto? Sparando a salve. L'emisfero razionale emerge generalmente quando abbiamo fretta, siamo sotto giudizio, quando dobbiamo dimostrare qualcosa e in tutte quelle situazioni in cui non eseguiamo un azione per noi o per il puro piacere di farla. L'ansia da prestazione, quella che ci blocca quando stiamo per raggiungere un traguardo, è sempre in agguato, è quella che interviene a farci fare sempre quegli occhi da pesce e la bocca da scimmia (elementi tipici di chi comuncia ad avere la mano per il modellato ma manca di preparazione anatomica e spaziale) che non sopportiamo nelle nostre opere e che critichiamo in quelle altrui; ma come bloccarla? Sparando a salve!
La leggenda racconta di un campione di tiro al bersaglio talmente bravo tecnicamente da non sbagliare un colpo ma che, ad ogni competizione, anche la più insignificante, non appena leggeva il suo nome al vertice delle classifiche veniva colto dal panico da prestazione e non riusciva più a premere il grilletto e sparare.  Un giorno incontrò un vecchio campione di tiro che osservandolo gli disse semplicemente tu hai bisogno di sparare a salve, alla gara successiva il giovane si presentò con le cartucce prive di proiettile e fece la gara migliore della sua vita; ogni singolo muscolo concorreva alla mira, alla concentrazione e a quel fatidico istante in cui il grilletto veniva premuto; la gente lo guardava sgomenta e incuriosita da tanta stranezza ma l'arrivare iltimo con zero punteggio riuscì a renderlo indipendente dal pensiero altrui e consapevole che ciò che faceva lo faceva esclusivamente per se e per la sua affermazione e non per la classica coppa in lamiera lucidata. La leggenda finisce qui e non sappiamo se fosse tutta inventata o se quel giovane sia diventato un campione olimpionico, fatto sta che il metodo dello sparare a salve funziona in molte discipline per le persone troppo emotive e razionali.
Sparare a salve nell'arte significa togliere tutto quello che dà valore esterno ad un opera, se non la stiamo eseguendo per nessuno, se abbiamo il tempo e la voglia di fare, se non ci importa del risultato finale ma ci fermiamo all'essenza di quello che stiamo per fare, siamo quasi pronti per il grande passo: modelliamo o dipingiamo senza legami, diamo tutti noi stessi e alla fine soddidfatti o meno del nostro lavoro spacchiamo e buttiamo via tutto. Ad alcuni questo sembrerà assurdo, magari se l'opera era ben riuscita ma questa azione ci insegna a godere e ad imparare nel fare in se stesso, incuranti del risultato finale; solo così riusciremo a superare la barriera del giudizio esterno, arriveremo a dipingere o modellare occhi che comunicano, volti da sogno, bocche perfette e tutto questo senza far fatica anzi godendo di come siamo guidati dal nostro emisfero creativo.