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ARGOMENTO: Pericolo cristallina e smalti vari

Pericolo cristallina e smalti vari 9 Mesi 3 Giorni fa #39

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19 ottobre 2005 alle 16:12:44 Profilo - danidaInvia un messaggio privato Rispondi quotando
Modificato il 19 ottobre 2005 alle 16:16:05 Chiedo aiuto: sulla confezione di cristallina viene segnalato il pericolo di conseguenze spiacevoli ("per bambini non ancora nati") dovute all'uso, inalazione etc di cristallina. Invece sullo smalto "normale" (quindi opaco) non compare niente. Qualcuno può spiegarmi se è solo la cristallina ad essere nociva oppure è una dimenticanza ed è pericoloso anche lo smalto opaco? Ed esattamente quali sono i componenti pericolosi?

19 ottobre 2005 alle 16:58:59 Profilo - calgaInvia un messaggio privato Rispondi quotando Il problema principale delle cristalline è la presenza di piombo; quelle più recenti vengono prodotte con una percentuale bassissima (o addirittura senza) mentre quelle un po' datate (che dovrebbero assolutamente essere etichettate con "Nocivo-contiene piombo) si trovano tuttora in giro magari con prezzi molto stracciati.
L'altra minaccia presente in tutte le polveri utilizzate in ceramica (tra cui anche la polvere d'argilla) è la silicosi ma, con un minimo di precauzione e utilizzando mascherine antipolvere in caso di smaltatura con l'aerografo.
Per quanto riguarda altri tipi di smalti bisigna prestare particolare attenzione alla manipolazione di smalti con cadmio, rame, antimonio ecc... e anche in fase di cottura

Aspetti tossicologici delle ceramicheNon tutti gli oggetti in ceramica (terra cotta) sono adatti ad entrare in contattocon le derrate alimentari. Il problema principale per gli oggetti di ceramica, vetro,smalto e materiali simili, è rappresentato dal pericolo di cessione di piombo ecadmio agli alimenti. Per vetrificare e decorare tazze, piatti, boccalini, caraffe,ecc. vengono spesso utilizzati dei sali di piombo e cadmio. Questi metalli pesanti, tossici se inge-riti in quantità rilevante, possono essere ceduti alle derrate alimentari acidule (aceto, vino, succhidi frutta) se la ceramica che li contiene è stata prodotta con tecniche di cottura non adeguate. Solouna cottura della ceramica ad alte temperature permette infatti di immobilizzare i metalli in mododefinitivo. Questi oggetti possono rappresentare quindi un pericolo per la salute se impiegati aduso alimentare. Per la maggior parte dei casi (comunque rari) di intossicazione, chiamata saturni-smo (vedi descrizione del caso), si tratta di una classica esposizione cronica, dovuta all’assunzio-ne ripetuta, abituale, giornaliera, di alimenti stoccati e conservati in oggetti in ceramica soggetti aforte cessione e quindi contaminati da piombo. Aspetti tossicologici dei contenitori in plasticaPolietilene (PE), polipropilene (PP), polistirolo (PS), polivinilcloruro (PVC), polietilentereftalato(PET), teflon® (PTFE), ecc.: queste sono le sigle più comuni delle plastiche utilizzate negli imbal-laggi di derrate alimentari. L’aspetto tossicologico più importante è la cessione di sostanze nocive.A questo scopo, come prescrizione generale, i materiali e gli oggetti in plastica possono cederealle derrate alimentari delle sostanze solo in quantità che sono innocue per la salute e tecnica-mente inevitabili e che non causano una modifica della composizione o un’alterazione delle quali-tà organolettiche. La fabbricazione di questi materiali può essere effettuata unicamente consostanze di partenza e additivi elencati nell’Ordinanza sulle materie plastiche. Gli imballaggi devo-no essere caratterizzati con l’indicazione “per derrate alimentari” oppure con un pittogrammaappropriato.Le ceramiche di produzione artigianale acquistate all’estero p. es. durante una vacanza possonorappresentare un concreto rischio per la salute.
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Oggetti d’usoSaturnismo (avvelenamento dapiombo) e caraffa-souvenirDescrizione del casoUn cinquantenne, di ritorno da una vacanza inItalia, porta con sé una caraffa di ceramicaacquistata in un negozio di souvenir. Contraria-mente ai costumi di molti turisti, che conserva-no questi oggetti come soprammobili, la caraf-fa viene utilizzata come contenitore di bevande.Giornalmente la caraffa viene riempita di tè conaggiunta di limone. Dopo 6 mesi intervengonoi primi sintomi: debolezza, cefalea, perdita del-l’appetito, stipsi e coliche. Le urine assumono un colore scuro, color marsala (dovuto alla presenzadi un prodotto di degradazione dell’emoglobina: la bilirubina). Le coliche, precedute da parecchi gior-ni di stipsi, si intensificano con il passare del tempo e sono caratterizzate da intensi dolori in regio-ne periombelicale che costringono il paziente a piegarsi in due. Il paziente si rivolge quindi ad unmedico che constata anemia ed aumento della pressione sanguigna.L’oggetto d’uso e l’agente tossicologicoA seguito di esami più approfonditi viene diagnosticata un’intossicazione da piombo (saturnismo),associata alle abitudini alimentari del paziente. L’analisi della caraffa di ceramica, eseguita presso ilLaboratorio, ha evidenziato una cessione della sostanza tossica di 213 mg/l (valore limite 4 mg/l). Lapresenza di liquidi acidi (vino, aceto oppure nel nostro caso tè con l’aggiunta di limone), è in gradodi sciogliere il piombo utilizzato per invetriare le ceramiche.Il piombo, al pari del mercurio, del cadmio e dell’arsenico, è un metallo pesante di interesseambientale. Per decenni fu utilizzato come additivo nella benzina (piombo tetraetile). Negli ultimidue decenni, in molti Paesi dell’Occidente, è stato notevolmente limitato qualsiasi impiego delmetallo che comporti una dispersione ambientale incontrollata. Questo metallo è presente anchenelle munizioni a pallini usate dai cacciatori: molte anatre e oche, che sopravvivono alla ferite, su-biscono danni o muoiono per avvelenamento cronico a causa della cessione del piombo nell’orga-nismo. Diverse campagne effettuate dai laboratori cantonali per verificare la pericolosità del piom-bo nelle carni di cacciagione hanno relativizzato il problema: visto il consumo saltuario di caccia-gione e le concentrazioni riscontrate l’intossicazione cronica è da escludere.Casistica localeL’ultimo caso, qui descritto, registrato nel nostro cantone risale al 1987. CuriositàGli effetti del saturnismo erano già conosciuti dagli antichi Greci che si resero conto come lebevande acide, contenute in recipienti rivestiti da sostanze a base di piombo, potevano causaremalattie. Queste informazioni non furono però prese in considerazione dai Romani. Alcuni storicihanno infatti ipotizzato che l’avvelenamento cronico da piombo, causato dal consumo di vino dacontenitori non appropriati, abbia contribuito alla definitiva caduta dell’Impero, in conseguenzadegli effetti del metallo sul sistema nervoso e sulla riproduzione. La morte di personaggi famosicome Beethoven, Goya e Van Gogh è stata attribuita a saturnismo. Per i pittori si assume che l’in-tossicazione cronica sia dovuta al loro contatto con i colori: Goya inumidiva i pennelli con la bocca!Misure di prevenzioneIl vasellame invetriato rappresenta ancora la principale fonte di piombo assunto con l’alimentazio-ne in particolare, nei Paesi in via di sviluppo. Ciò è dovuto alla cottura del vasellame in forni chenon raggiungono una temperatura sufficientemente alta per immobilizzare definitivamente ilmetallo al vasellame. Si consiglia di non utilizzare vasellame importato privatamente dall’esteroper uso alimentare.

19 ottobre 2005 alle 18:33:56 Profilo - calgaInvia un messaggio privato Rispondi quotando Ecco di seguito altre informazioni in merito:

19 ottobre 2005 alle 18:47:26 Profilo - danidaInvia un messaggio privato Rispondi quotando Leggerò con attenzione il link che hai postato. Il problema purtroppo è che oltre alla teoria, nella pratica sulle etichette non viene fornita una lista delle componenti di quel prodotto. Più tardi controllerò meglio le etichette varie ed eventuali.

19 ottobre 2005 alle 18:50:55 Profilo - calgaInvia un messaggio privato Rispondi quotando Come vedi ho inserito anche i link che mi hai segnalato tu, così le informazioni possono essere disponibili anche per altri visitatori.
Quasi quasi metto un articolo in home page per vedere se riusciamo ad ottenere altre notizie

02 novembre 2005 alle 20:32:17 Profilo - danidaInvia un messaggio privato Rispondi quotando Ciao Calga, dopo alcuni giorni mi rifaccio viva: lo smalto in questione è la cristallina mat.

Che ne pensi? Potrei rispedirla indietro? Oppure è normale che sia così prepotendemente....cancerogena?


18 novembre 2005 alle 11:31:27 Profilo - potierInvia un messaggio privato Rispondi quotando Confermo quanto ti ha detto Calga.
Il problema di questi materiali è il Piombo che è usato come fondente, cioè serve per abbassare la temperatura di fusione della Silice che altrimenti fonderebbe a 1710°C.
Se si vuole utilizzare la bassa temperatura (maiolica, terracotta, faenza... 900-1050°C; raku... 750-950°C) le possibilità sono quelle di utilizzare smalti o cristalline apiombiche (cambia la tua cristallina con una apiombica) o rassegnarsi a farsi del male e inquinare l'ambiente.

Ricordo a tutti che gli oggetti che sono smaltati con materiali contenenti piombo NON possono essere utilizzati per uso alimentare.
La normativa nazionale è chiara, per cui potete essere tranquilli se acquistate maioliche da artigiani scrupolosi o da industrie.
Per il Raku occorre fare molta attenzione. Qui l'uso di smalti piombici è diffuso a causa dele temperature di cottura meno elevate. Spesso vedo in vendita tazzine da the o da caffé !!
Per il decoro a terzo fuoco vale lo stesso discorso: i pigmenti sono mescolati a fritte che contengono (nella stragrande maggioranza) piombo. Se il decoro è a contatto con i cibi... buon appetito.
Siate consapevoli di cosa vendete e di cosa comperate.
Chiedete all'artigiano quali materiali ha utilizzato.

Se volete liberarvi dal piombo dovete passare al grès. L'alta temperatura (cono 9 - 1280°C) permette di sostituire il piombo con fondenti non tossici (Carbonato di Calcio, Carbonato o Ossido di Magnesio, Ceneri vegetali...) .
www.albertobagetto.it
05 gennaio 2006 alle 14:18:23 Profilo - balunsaInvia un messaggio privato Rispondi quotando Da poco tempo mi sono avvicinata al mondo della ceramica e per il momento sto cercando di farmi un minimo di cultura per poter poi prender parte a corsi e passare poi alla vera e propria pratica acquistando un forno a muffola e un forno raku. Attualmente però il problema che mi pongo è relativo alle emissioni in atmosfera che si producono durante la cottura degli smalti che, anche se a-piombici (e a-barici), contengono comunque ossidi di metalli e producono quale risultato delle cotture prodotti di combustione sicuramente nocivi per la salute e per l'ambiente.
Di fronte a questo problema (nel mio caso accentuato dal fatto che procederie alla cottura nel mio piccolo giardino circondato da case con finestre abitate), mi chiedo e vi chiedo se esistono precauzioni "artigianali" circa la possibilità di effettuare un abbattimento di queste emissioni tramite opportuno convogliamento delle emissioni ed eventuale abbattimento (ad esempio con filtri a carboni attivi o ad umido).
Inoltre oltre a questo aspetto pratico, avrei anche bisogno di sapere se dal punto di vista della normativa ambientale la produzione artigianale di ceramica con forno a mufffola o raku rientra nella normativa delle emissioni in atmosfera (DPR 25 luglio 1991) come "emissione poco significativa" o come "emissione a ridotto inquinamento(ipotizzando di rispettare il limite di 50 Kg di smalto al giorno)" oppure, data la produzione artigianale(magari finalizzata lla sola vendita in mercatini artigianali) ne esula.
Probabilmente mi sto ponendo troppi problemi, ma comunque ringrazio anticipatamente chiunque possa darmi informazioni e chiarimenti in merito perchè vorrei iniziare a coltivare questo interesse nella tranquillità di non danneggiare nè il prossimo (nello specifico i miei vicini) nè me stessa nè l'ambiente in generale.
Cordiali saluti [lo]
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