14. 11. 13
posted by: Damiano Calgaro
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Dal 20 settembre 2014 Palazzo Strozzi a Firenze riporta l’attenzione sull’arte moderna con un nuovo importante evento dedicato a uno dei più grandi maestri della pittura del XX secolo: Pablo Picasso.

La mostra presenta un’ampia selezione di opere del grande maestro dell’arte moderna che permette di riflettere sulla sua influenza e sul confronto con importanti artisti spagnoli come Joan Miró, Salvador Dalí, Juan Gris, Maria Blanchard, Julio González: l’arte che riflette sull’arte e sul rapporto tra realtà e surrealtà, l’impegno dell’artista nella tragedia storica, l’emergere del mostro dal volto umano, e la metafora del desiderio erotico come fonte privilegiata di creazione e visione del mondo.

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14. 11. 13
posted by: Damiano Calgaro
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La scultura di Medardo Rosso e la fotografia di Angelo Garoglio insieme per una mostra in programma da mercoledì 15 ottobre a domenica 9 novembre 2014 allo Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes (via della Rocca 37- Torino).

Medardo Rosso fotografava le proprie sculture dando testimonianza di come la fotografia appartenesse di diritto alla sua poetica; Angelo Garoglio, facendo tesoro della ricerca e degli intenti di Rosso, ci racconta la sua visione, presentando al pubblico le immagini delle due cere su gesso “Bambino ebreo” del 1892-93 e “Bambino al sole” del 1892, di cui la prima sarà visibile al pubblico per la prima volta.

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12. 05. 14
posted by: Damiano Calgaro
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Calenda riparte a gonfie vele per la terza edizione il cui tema suggestivo è quello dell’amore inteso come universale e verificato nell’arte e nella poesia nelle sue ragioni e memorie che muovono il mondo. I consensi ottenuti nel corso del 2011 e quelli che già si precisano interessanti per l’anno in corso hanno invogliato la Redazione a promuovere il Premio Calenda.

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14. 03. 17
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Sabato 22 marzo 2014, Reggio Emilia 
Presentazione dell'opera Evoluzione, Rotatoria via Trattati di Roma 
Inaugurazione della mostra di Franco Reggiani, Chiostri di San Domenico, ore 17.00

Dall'Autosole torna a Reggio Emilia l'opera "Evoluzione", realizzata da Franco Reggiani per celebrare il cinquantenario della Scuderia Ferrari. Completamente restaurata e collocata in una grande rotatoria lungo la via Trattati di Roma - in prossimità dei Ponti e a poca distanza dalla stazione ferroviaria Mediopadana di Santiago Calatrava, dunque nel contesto dell'Area Nord della città - la scultura testimonia l'ingegno di Franco Reggiani (Reggio Emilia, 1926-1991), artista e designer conosciuto in ambito nazionale ed internazionale. Al suo lavoro è dedicata un'ampia retrospettiva, a cura di Massimo Mussini, che sarà inaugurata sabato 22 marzo 2014, alle ore 17.00, ai Chiostri di San Domenico. Una storia che parte dalle Officine Reggiane, luogo storico e attuale dell'innovazione a Reggio Emilia dove Franco Reggiani si formò e operò, per parlare di arte, sport e cambiamento, immaginando il futuro. 

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12. 03. 05
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Adolfo Wildt (Milano, 1868-1931) è il genio dimenticato del Novecento italiano. Per lungo tempo, nonostante i riconoscimenti e la fama raggiunti in vita - gli fu assegnata per chiari meriti la cattedra di scultura nella prestigiosa Accademia di Brera a Milano e fu nominato Accademico d’Italia - il suo apprezzamento da parte della critica è rimasto controverso. Solo ora si torna finalmente a considerarlo tra i massimi scultori del Novecento. Estraneo al mondo delle avanguardie e anticonformista, capace di fondere nella sua arte classico e anticlassico, Wildt è un caso unico in questo suo essere in ogni istante tutto e senza luogo. Il passato non è più un flusso lineare di cose trascorse ma, come insegna Baudelaire, un tempo nuovo, decadenza e modernità assieme, una vasta landa di significati cristallizzati - Egitto e Grecia, Gotico e Rinascimento - che sopravvivono l’uno accanto all’altro, disponibili all’uso e al rischio dell’interpretazione.

La sua incredibile eccellenza tecnica e lo straordinario eclettismo furono attaccati sia dai conservatori - che non lo vedevano allineato per i contenuti ancora pervasi dal Simbolismo e per le scelte formali caratterizzate da richiami gotici ed espressionisti estranei alla tradizione mediterranea e all’arte di regime - sia dai sostenitori del moderno che mettevano in discussione la sua fedeltà alla figura, la vocazione monumentale, il continuo dialogo con i grandi scultori e pittori del passato, e la predilizione della scultura come esaltazione della tecnica e del materiale tradizionalmente privilegiato, il marmo, che lui sapeva rendere con effetti sorprendenti sino alla più elevata purificazione dell’immagine. Questi aspetti, che ne hanno condizionato per lungo tempo la fortuna, esercitano oggi su di noi un fascino nuovo che solo una grande mostra può finalmente restituire.

Partendo dall’eccezionale nucleo di opere conservate a Forlì, dovute al mecenatismo della famiglia Paulucci di Calboli, protagonista della storia della città e della storia nazionale, e grazie alla disponibilità dell’Archivio Scheiwiller (il grande editore milanese che per via familiare ha ereditato molte opere e materiali di Wildt), è oggi possibile radunare una serie di straordinari capolavori di Wildt e ricostruire il percorso più completo della sua produzione sia scultorea sia grafica. L’idea che governa questa esposizione non è semplicemente quella di una rassegna di carattere monografico, ma quella di un percorso che (come nel caso della recente mostra di Forlì su Canova) metta in relazione profonda le sue opere con quelle degli artisti – pittori e scultori – del passato (come Fidia, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante, Michelangelo, Bramantino, Bronzino, Bambaia, Cellini, Bernini, Canova)

http://www.mostrawildt.it/la-mostra.html