Giacomo Manzù: l'artista a Brindisi

11. 05. 15
posted by: Damiano Calgaro
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La Fondazione Giacomo Manzù in collaborazione con il Comune di Brindisi, Settore beni Monumentali e Gestione delle Sedi Culturali presenta la PERSONALE DI GIACOMO MANZU' dal 18 marzo al  5 giugno 2011 presso il Palazzo Granafei – Nervegna Via Duomo 16 – 20 a BRINDISI.

Noto a tutti per il suo capolavoro, la Porta della Morte della Basilica di San Pietro, Manzù è unanimamente considerato uno dei più rappresentativi scultori del Novecento, tanto da essere stato ‘ribattezzato’ uno dei tre “M” della nuova rinascenza della scultura italiana insieme con Arturo Martini e Marino Marini.

La selezione delle opere esposte è eterogenea e percorre le tappe fondamentali dell'artista.
Immancabili le teste e i busti femminili, in particolare quelli che ritraggono Inge, l’amata moglie alla quale Manzù riserva molte frasi incisive: “ogni tanto guardandola sento l’impulso di ritrarla, di scolpirla, e non posso fare a meno di farlo”.

 

Decisamente maliziosa la Tebe seduta (1983) è un’opera tarda che aggiunge un’altra sfaccettatura all’universo femminile fluttuante attorno allo scultore che qui si sofferma sull’elemento erotico e sinuoso del corpo. Per proseguire la panoramica sul lavoro di Giacomo Manzù, non potevano mancare le Sedie, un tema ripreso più volte che, oltre a ricordarci le origini lombarde dell’artista, con tutti i rimandi possibili alle nature morte caravaggesche, ci riporta ad un simbolo- bene preciso, la sedia, che rappresenta l’unico oggetto ricevuto in eredità dai genitori. Quella sedia è sempre stata conservata nell’atelier di Ardea, e si trova tuttora lì, quasi a non voler dimenticare le proprie umili origini e conseguentemente ad essere grato alla vita per tutta la felicità e le soddisfazioni giunte in seguito per Manzù.



Saranno esposti anche i celeberrimi "Cardinali":
“La prima volta che vidi i cardinali fu in San Pietro nel 1934: mi impressionarono per le loro masse rigide, immobili, eppure vibranti di spiritualità compressa. Li vedevo come tante statue, una serie di cubi allineati, e l’impulso a creare nella scultura una mia versione di quella realtà ineffabile, fu irresistibile” (G. Manzù, in cat., Firenze, 1979, p. 56).
Con queste prime sensazioni nasce la serie dei Cardinali di Manzù in cui non si deve cercare uno spirito religioso, come ribadisce più volte l’artista, ma un attento studio della figura piramidale da lui intuita in questo soggetto.
Senza mai ripetersi o apparire stereotipati, i cardinali si manifestano nelle loro infinite sfaccettature. In piedi o seduti, di marmo, legno o bronzo, i cardinali sono presenti durante tutte le tappe del l

 

ungo percorso artistico dello scultore e, a pieno titolo, sono diventati elementi identificativi della straordinaria maestria di Manzù.

A fare da cornice alle opere dell’artista, insieme alle suggestive sale del Palazzo, sono presenti trenta fotografie realizzate da Aurelio Amendola, che ritraggono l’artista al lavoro.
Rinomato per le fotografie che riprendono opere d’arte, in questa mostra Amendola propone una serie di scatti effettuati a Campo del Fico (poi ribattezzato Colle Manzù), ad Ardea, luogo scelto da Manzù per porvi la propria residenza nonché l’ atelier e la fonderia.
Un connubio di sculture e fotografie che permette di focalizzare i molteplici aspetti artistici ed umani di Giacomo Manzù.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Giacomo Manzù -nelle persone di Inge e Giulia Manzù- in collaborazione con il Comune di Brindisi, Settore beni Monumentali e Gestione delle Sedi Culturali. La mostra resterà aperta dal 18 marzo al 12 giugno 2011.