I segreti del Gesso

14. 11. 20
posted by: Damiano Calgaro
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Al di là della tipologia di gesso che possiamo utilizzare per produrre stampi, copie, sculture o supporti, esistono delle procedure comuni che che possono non solo facilitarne la preparazione ma anche permettere la creazione di una mescola ideale senza la presenza di bolle d'aria, grumi e con tempi di lavorabilità eccellenti.
Conosciamone comunque le varie fasi:

  1. Miscelazione

  2. Fase di Gemito

  3. Fase di presa

  4. Fase secca

 

Miscelazione

E' la fase più importante e delicata di tutto il processo, procedere sempre inserendo delicatamente il gesso nel contenitore con l'acqua e mai viceversa, mescolare con le mani o con un assicella di legno con movimenti rotatori che accompagnino il composto dal basso verso l'alto (in questo modo si evita di creare eccessive bolle d'aria e se favorisce l'espulsione) cercando di evitare vorticosità e increspature in superficie; aggiungere la quantità giusta di gesso seguendo le indicazioni del fornitore eventualmente correggendo, dopo aver fatto la dovuta esperienza, le percentuali gesso/acqua a seconda della finalità che ci siamo prefissati.
La miscelazione è anche la face in cui vi si possono aggiungere materiali inerti per variarne le caratteristiche fisiche (graniglie varie, sabbia, marmo, allume di rocca, colle, ossidi, fibre, coloranti ecc...)
Utilizzare sempre un contenitore pulito, meglio se in gomma per facilitare le successive operazioni di pulizia
L'utilizzo di miscelatori elettrici è consigliato solo quando si ha la necessità di preparare grosse quantità abbastanza liquide (da colaggio)
In ogni caso è consigliabile, terminata la fase di miscelazione, bacchettare le pareti del contenitore per favorire l'uscita di aventuali bolle d'aria ancora presenti nell'impasto

La fase di gemito

E' la fase che intercorre tra la miscelazione vera e propria ed il tempo di presa; dura dai 10 ai 15 minuti a seconda del tipo di gesso utilizzato e dalla tipologia di miscelazione attuata e consiste nella reazione esotermica quindi con rilascio di calore tra Solfato di Calcio e due molecole d'Acqua CaSO4+2(H2O). E' la fase in cui il composto di gesso può essere colato, plasmato o lavorato con facilità; si può ridurre il tempo di questa fase aggiungendo al composto iniziale una maggior quantità di gesso, oppure utilizzando acqua calda (per accelerare la reazione) o ancora sciogliendo nell'acqua di preparazione un 2% si cloruro di sodio (sale da cucina). Per aumentare invece il tempo di gemito e quindi ritardare il più possibile la successiva fase di presa è opportuno utilizzare acqua molto fredda, o diluire l'impasto iniziale con qualche goccia di acido (va benissimo anche limone o aceto).

Fase di Presa

E' la fase in cui nel giro di qualche minuto si passa dalla fase di impasto morbido alla fase solida; il gesso così ottenuto può ancora essere lavorato agevolmente a spatola, lisciato ed eventualmente inciso, è possibile effettuare una sovracolata con altro gesso el le due parti aderiranno perfettamente come fossero un unico elemento; in questa fase abbiamo ancora acqua libera  che deve ancora reagire completamenbte con il Solfato di Calcio motivo per cui non possiamo ancora contare sulle caratteristiche meccaniche di resistenza (nel casio di copie da stampo a guanto conviene aspettare il raffreddamento dell'impasto che sta a segnalare l'avvenuta reazione completa).

Fase secca

Terminata la fase di presa in cui è avvenuta e si è conclusa la reazione chimica tra Solfato di Calcio ed Acqua, il nostro gesso presenta ancora un alta percentuale di acqua extramolecolare libera; a seconda degli spessori presenti e del tipo di materiale utilizzato occorreranno giorni se non addirittura settimane per l'essicazione totale del nostro gesso al termine della quale avremo il massimo come capacità di idroassorbenza e di resistenza meccanica. Giunti alla fase secca potremo notare un cospicuo calo di peso dell'intero composto; sarà ora il momento per procedere ad eventuali patinature o colorazioni avendo magari l'accortezza di utilizzare un primer specifio o un turapori per limitare l'eccessiva assorbenza (alcuni coloranti acrilici, disidratati immediatamente dal contatto con il gesso potrebbero apparentemente apparire asciutti mentre in realtà non abbiamo dato la possibilità al medium di legarsi in maniera stabile con i pigmenti).