Fuoco a Buca

10. 12. 08
posted by: Enya Daniela Idda
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Tecnica di cottura primitiva di manufatti d’argilla, tutt’ora praticata da alcune popolazioni dell’Africa e in vaste zone dell’America Latina.
La cottura “a cielo aperto” o “a buca”, si distingue da qualsiasi altro genere di cottura per la possibilità di seguire ogni fase di trasformazione dell’argilla, poiché i pezzi modellati vengono disposti in una buca, scavata nella terra e non coperti da nessuna struttura.
Le origini di questa cottura sono rintracciabili nel neolitico, certamente costituiva un momento rituale all’interno del clan: la trasformazione dell’argilla a contatto con il fuoco rendeva l’opera in grado di prolungare il suo tempo di permanenza sulla Terra in quanto acqua e vento perdevano il loro potere di trasformazione sulla terra-cotta.
L’artista-mago, l’artista-sciamano, figura fondamentale all’interno di una cultura che dialoga costantemente tra la vita umana e la vita del pianeta come una cellula parla a un corpo, sapeva di compiere con questo essenziale metodo di cottura lo stesso incontro che avviene in tempi più dilatati tra Sole e Terra… le sculture che venivano sottoposte a questa alchimia erano spesso costituite da forme rappresentative della Dea Madre.

A cura di Enya Daniela Idda del Laboratorio Anamani