Carteggiare e Levigare

14. 11. 20
posted by: Damiano Calgaro
Visite: 1101

La carteggiatura fa parte, sia nella scultura, nel modellato o in molte altre forme hobbistiche, di un processo secondario generalmente associato al termine finitura.

Ciò che distingue i due termni (carteggiatura e levigatura) non è tanto la metodologia di lavoro o l'effetto finale quanto il tipo di supporto utilizzato. Nella carteggiatura infatti vengono generalmente utilizzate carte o spugne in cui il materiale abrasivo (corindrone, diamante, metalli ecc...) viene letteralmente "incollato" attraverso particolari resine; nella levigatura invece ciò che conta è il materiale abrasivo non tanto il supporto che può variare notevolmente; si può infatti levigare utilizzando frese, paste, o attrezzature particolari (sabbiatrice, pallinatrice, burattatrice ecc...).
Ciò che però interessa a noi è l'effetto finale che otteniamo nei nostri lavori: lo scopo infatti è quello di uniformare le superfici eliminando in modo più o meno accentuato i segni di lavorazioni precedenti, di diminiure l'effetto texture in alcune zone allo scopo di accentuarne altre o addirittura per svelare effetti cromatici particolari evidenziabili esclusivamente eliminando i primi decimi di superficie; è il caso ad esempio degli impasti multiargilla (impasti in cui due o più argille o impasti sintetici di colore differente vengono mescolati tra di loro senza ottenere un impasto omogeneo) in cui, terminato ed essiccato il lavoro, è necessario asportare del materiale per evidenziare gli spettacolari effetti agata, gli effetti mix o anche solo la granulosità di argille differenti.
Ovviamente per ottenere una buona levigatura è necessario seguire alcune semplici regole per evitare la formazione di rigature, solchi o addirittura l'eliminazione di particolari: bisogna sempre procedere partendo degli abrasivi con grana più grossa (numero di grana più basso) ed effettuare successive levgature con abrasivi pisempre più fini e delicati; è importante applicaresempreo una leggera pressione e variando spesso il senso di lavoro evitando però di effettuare lavorazioni corcolari che tenderebbero ad asportare meno materiale in prossimità del centro di rotazione.
A seconda del materiale da levigare si scelgono gli abrasivi più adatti, così avremo ossidi di alluminio, polveri diamantate, sfere di vetro per i materiali più duri, raspe in acciaio o temperato per i materiali meno duri fino ad arrivare alla semplice ovatta di lana per lucidare "quasi a specchio" l'argilla cruda prima di passarla in forno.