Raku nero

10. 12. 06
posted by: Ninpok
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Il forno per la cottura del raku nero ha una doppia struttura; una buca di forma arrotondata che contiene una custodia (saya).......

Come combustibile veniva anticamente usato del carbone di quercia molto duro, col quale veniva riempito tutto lo spazio attorno e sotto il saya (che aveva un diametro di circa 25 cm quindi c'era la possibilità di cuocere una sola tazza per volta).

Un altro singolare aspetto di questo tipo di forno è la presenza di fuigo o mantice, usato per soffiare aria nella buca dall'esterno. Questa operazione aiuta la combustione del carbone in modo che la temperatura possa salire più rapidamente. Sia l'ossidazione che la riduzione della fiamma sono scelte in base al tipo dello smalto.

A completamento della fusione dello smalto, il pezzo viene estratto dal forno e fatto raffreddare all'aria. In breve l'oggetto subisce un repentino riscaldamento e raffreddamento.

La temperatura di cottura del raku nero è alta, si aggira intorno ai 1200°-1250°C, tuttavia a causa della breve cottura la creta non diventa molto dura, si ottiene così una ceramica leggera.

Il raku nero può essere quindi definito come vasellame di terracotta delicato cotto ad alta temperatura.

Il mio tentativo è quello di far rivivere quei particolari effetti opachi e coprenti degli smalti ferrosi cotti in riduzione, che venivano usati nell'antico Giappone per produrre le prime tazze per il tè, effetti che probabilmente solo quei forni e quegli smalti sapevano dare.