11. 09. 08
posted by: Damiano Calgaro
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FRA UN MESE APRE ARTVERONA SEMPRE NUOVA DOPO 7 ANNI

Si svolge dal 6 al 10 ottobre: apre di fatto la stagione delle fiere più importanti e coglie i primi autorevoli segnali dal mercato dell’arte moderna e contemporanea.

Fedele alla sua missione di fiera più rappresentativa delle gallerie italiane di qualità, ArtVerona lancia la sua VII edizione, nuovamente densa di qualificate presenze e di stimolanti iniziative.

Muovendosi fra continuità ed evoluzione, ArtVerona11 è al tempo stesso manifestazione espositiva ed evento culturale.
Presenta centocinquanta espositori con più di mille artisti internazionali. Si estende in 20.000 mq di esposizione, sviluppati in due ampi e luminosi saloni, con ariosi percorsi e piacevolissima atmosfera d’ambiente.
Sviluppa mostre ed eventi in fiera e fuori fiera. Rinnova i premi Aletti e il concorso Icona, le sezioni PhotoArtVerona e VideoArtVerona, e d’Est con l’accurata indagine sull’arte della vicina Europa orientale.
Sulla scia del successo ottenuto, conferma le iniziative più recenti quali I Numeri primi, all’interno del format pluriennale On Stage, e Independents2; l’una tesa a promuovere la ricerca nel sistema dell’arte contemporanea, l’altra ideata per ospitare, in un contesto inusuale come la fiera, associazioni, fondazioni, collettivi e spazi no profit.
Propone nuovi appuntamenti legati al teatro e alla musica contemporanei e, attraverso tre suggestive installazioni, all’interno della sezione 045 Open Space, stimola il dialogo tra arte contemporanea e luoghi antichi della città.

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11. 09. 02
posted by: Damiano Calgaro
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Ritorna ArtePadova 2011, tra sorprese e rinnovamento: Conto alla rovescia per la 22ª edizione di Arte Padova, tra sorprese e rinnovamento
E’ in arrivo l’immancabile appuntamento autunnale con ArtePadova 2011: la XXIIº edizione dell’ormai storica Mostra Mercato dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea inaugurerà ufficialmente giovedì 10 novembre alle ore 18,00 e sarà visitabile da venerdì 11 a lunedì 14 novembre, all’interno dei rivisitati padiglioni 6, 7, 8, 78 del quartiere fieristico di Padova.
Proprio in questi giorni la direzione artistica sta ultimando il programma generale della manifestazione con la relativa definizione delle gallerie nazionali e internazionali partecipanti, che quest’anno si vivacizza grazie alle numerose novità in serbo per il proprio pubblico, come l’ampliamento dei propri spazi espositivi grazie all’apertura del padiglione 6, che si articolerà attraverso le nuove proposte delle gallerie e degli artisti emergenti, e la sorpresa del padiglione78 che sarà riservato esclusivamente al design contemporaneo, in un inedito itinerario espositivo volto a focalizzare l’attenzione su questo settore in forte crescita, anche in Italia.

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11. 05. 15
posted by: Damiano Calgaro
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Quest’anno il tema scelto dalla direzione scientifica composta da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco è Forms of collecting/ Forme della committenza, dove la voluta ambiguità del titolo, nella sua doppia connotazione in italiano e inglese, racconta un universo composito, dalla relazione tra pubblico e privato, al ruolo delle istituzioni nella scena contemporanea, ma anche alla dimensione “maniacale”, intensa, del collezionismo, e al rapporto intimo tra committente e artista.

In questo viaggio appassionante tra le collezioni italiane e non solo, le collezioni museali internazionali più significative, le occasioni in cui i progetti d’arte, anche quelli più visionari, hanno preso vita, il festival coinvolge anche per questa edizio ne un panorama di oltre 120 protagonisti provenienti da tutto il mondo, senza dimenticare di raccontare come la committenza si realizza nelle altre discipline, dall’architettura, alla moda, al design, al food. Tornerà inoltre a Faenza il Padiglione Via…ggiando,il padiglione mobile progettato da Mario Nanni per ospitare conversazioni sull’incontro tra le diverse forme della progettazione contemporanea, con incontri a cura dei partner culturali del festival, come ACACIA (Associazione Amici Arte Contemporanea), AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani) e ANGAMC (Associazione Nazionale Gallerie Arte Moderna e Contemporanea), e i Cbooks, appuntamenti con gli autori delle più recenti pubblicazioni e ricerche sull’arte e la creatività contemporanea.

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11. 05. 15
posted by: Damiano Calgaro
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La Fondazione Giacomo Manzù in collaborazione con il Comune di Brindisi, Settore beni Monumentali e Gestione delle Sedi Culturali presenta la PERSONALE DI GIACOMO MANZU' dal 18 marzo al  5 giugno 2011 presso il Palazzo Granafei – Nervegna Via Duomo 16 – 20 a BRINDISI.

Noto a tutti per il suo capolavoro, la Porta della Morte della Basilica di San Pietro, Manzù è unanimamente considerato uno dei più rappresentativi scultori del Novecento, tanto da essere stato ‘ribattezzato’ uno dei tre “M” della nuova rinascenza della scultura italiana insieme con Arturo Martini e Marino Marini.

La selezione delle opere esposte è eterogenea e percorre le tappe fondamentali dell'artista.
Immancabili le teste e i busti femminili, in particolare quelli che ritraggono Inge, l’amata moglie alla quale Manzù riserva molte frasi incisive: “ogni tanto guardandola sento l’impulso di ritrarla, di scolpirla, e non posso fare a meno di farlo”.

 

Decisamente maliziosa la Tebe seduta (1983) è un’opera tarda che aggiunge un’altra sfaccettatura all’universo femminile fluttuante attorno allo scultore che qui si sofferma sull’elemento erotico e sinuoso del corpo. Per proseguire la panoramica sul lavoro di Giacomo Manzù, non potevano mancare le Sedie, un tema ripreso più volte che, oltre a ricordarci le origini lombarde dell’artista, con tutti i rimandi possibili alle nature morte caravaggesche, ci riporta ad un simbolo- bene preciso, la sedia, che rappresenta l’unico oggetto ricevuto in eredità dai genitori. Quella sedia è sempre stata conservata nell’atelier di Ardea, e si trova tuttora lì, quasi a non voler dimenticare le proprie umili origini e conseguentemente ad essere grato alla vita per tutta la felicità e le soddisfazioni giunte in seguito per Manzù.

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11. 05. 12
posted by: Damiano Calgaro
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Disegni, ceramiche, libri, olii, sculture: la mostra di Joan Mirò a Bard, in Valle d'Aosta, raccoglie 192 opere di grande valore, riunite nell'esposizione dal titolo "Poème".
Dal 18 maggio al 1° novembre 2011 si potranno ammirare le multiformi manifestazioni del surrealismo di Mirò, via via modificatosi negli anni ma costantemente improntato ad uno stile personale riconoscibile.
Alla base delle creazioni di Mirò c'è sempre una forta connotazione orientata alla vivacità: il soggetto dell'ispirazione diventa quasi secondario poichè, come afferma Mirò stesso "Il quadro deve essere fecondo, deve far nascere un mondo. Che si vedano fiori, personaggi, cavalli, poco importa, purche' riveli un mondo, qualcosa di vivo".
La mostra di Joan Mirò in Valle d'Aosta sarà ospitata presso il Forte di Bard e consentirà di ammirare opere in arrivo dall'estero, grazie ai prestiti della Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence.
In dettaglio, le opere esposte non verranno presentate secondo un percorso che tiene conto della cronologia della loro creazione ma seguendo suggestioni e idee.
Ci sarà un grande arazzo, 6 libri illustrati, 17 olii, 91 tra litografie, disegni, incisioni e opere grafiche; 58 sculture; 17 ceramiche, un makemono e la maquette per la ceramica murale dell'Unesco a Parigi.

Obiettivo dell'esposizione (curata da Sylvie Forestier) e' ''dare vita ad un'eccezionale rievocazione della rivoluzione plastica che caratterizzo' quel periodo e che ebbe in Miro' uno dei maggiori interpreti''.

La mostra sara' visitabile dal martedi' al venerdi' dalle 11 alle 18, mentre il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19